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Incontri del Club Alta FedeltÓ Associativa di giovedý 4 febbraio e 4 marzo

12.03.2010

Due appuntamenti per il Club Alta Fedeltà Associativa, dedicati ad unico importante tema: l’evoluzione del ruolo della polizia locale e le problematiche rilevate durante il servizio prestato nei piccoli comuni.

Relatore d’eccezione è stato il commissario Natalino Griggio, responsabile del servizio di Polizia Locale di San Pietro Mosezzo, che ha acconsentito a descrivere la propria esperienza, vissuta in diversi ambiti territoriali per dimensioni e per peculiarità geografiche, da un comune lombardo, al comune di Novara, fino a quello di San Pietro Mosezzo.

Il dibattito con il partecipanti è iniziato dopo un excursus storico sul ruolo della polizia locale, che ha preso avvio dall’inserimento del termine “Polizia Locale” nella Costituzione Italiana, fino alle modifiche di competenze apportate con Legge Costituzionale n° 3 del 2001, dove l'art. 117 viene modificato e tra le materie di competenza dell'organo Regione viene inserita la “polizia amministrativa e locale”, riservando invece allo Stato la competenza esclusiva sull'ordine pubblico e sulla sicurezza.

“Da ciò discende che la responsabilità primaria della sicurezza è affare dello Stato” spiega Natalino Griggio “mentre gli Enti Locali ne sono attori residuali, pur di importanza sempre crescente. Lo Stato, per esercitare al meglio la funzione della sicurezza pubblica, si avvale sempre di più degli organismi di Polizia Locale: quelli che da sempre siamo abituati a chiamare: Vigili Urbani”.

Coinvolgente la trattazione del tema, per aver coniugato le radici storiche dell’istituzione, l’evoluzione della normativa di riferimento, nonché la rappresentazione mediatica e l’immagine pubblica.
Tra le disposizioni, si è citata, in particolare, la Legge regionale n° 58 del 1987, che indica tra i compiti dei Servizi di Polizia Locale: Prevenire e reprimere le infrazioni alle norme di polizia locale; Vigilare sull'osservanza delle leggi statali e regionali, dei regolamenti e delle ordinanze la cui esecuzione è di competenza della polizia urbana e rurale; Svolgere i servizi di polizia stradale attribuiti dalla legge alla polizia municipale; Espletare i servizi di informazione, di accertamento e di rilevazione connessi ai compiti d'istituto; Vigilare sull'integrità e conservazione del patrimonio pubblico; Prestare nell'interesse della Amministrazione di appartenenza servizi d'ordine, di vigilanza e scorta; Eseguire la notificazione degli atti e le relative incombenze dell'ufficio giudiziario di conciliatura (n.d.r. ora soppresso); Prestare opera di soccorso in occasione di calamità e disastri e privati infortuni; Mansioni di polizia amministrativa.
Il commissario Griggio ha approfondito, in seguito, la trattazione del tema relativo al nuovo ruolo della polizia locale e delle problematiche rilevate durante il servizio prestato nei piccoli comuni. In particolare, ha confermato “Recentemente sono stati varati i Patti locali di sicurezza integrata, che possono prevedere la collaborazione tra Polizie Locali tra loro e/o con Organi dello Stato. L’obiettivo è quello di accrescere il potenziale in materia di sicurezza: la gente vuole vedere la divisa in strada ed è sicuramente un diritto da condividere. Restano però le difficoltà operative. La richiesta più impellente, che oggi viene fatta alla polizia locale, è la sicurezza. Nei piccoli Comuni l'operatore di polizia locale è, in alcune realtà, l'unico che porta la divisa e, come tale, il destinatario di tutte le richieste, di qualsiasi tipo. Le Amministrazioni, e in particolare i Sindaci, sono molto attente alla polizia locale: un servizio efficiente è sinonimo di impegno”.

“La diversità nell’organizzazione del servizio è sostanziale” ha spiegato il responsabile del servizio di Polizia Locale di San Pietro Mosezzo, chiarendo “nelle città, o comunque in quegli ambiti territoriali dove l’organizzazione del servizio prevede una struttura Corpo di Polizia Locale, almeno 7 operatori incluso il Comandante, l’operatore è un numero tra tanti (spesso sconosciuto ai più) e addetto, quasi, esclusivamente al compito del reparto di assegnazione: motociclista, viabilista, controllo commerciale, infortunistica stradale ecc. Nei piccoli comuni, invece, dove gli organici sono ridotti (San Pietro Mosezzo, realtà già importante: 2.000 abitanti e 500 aziende su un territorio di 35 Kmq con 4 frazioni e due zone industriali, conta n. 4 operatori in pianta organica di cui n.3 effettivi) l’operatore diviene un personaggio pubblico, le cui azioni sono costantemente sotto il vaglio della popolazione. In questi ambiti, soprattutto se manca anche la Caserma dei Carabinieri, il Responsabile diventa addirittura una figura sostitutiva di quello che era il mitico Maresciallo dei Carabinieri della Stazione locale. L’impegno, nelle piccole realtà, non è solo quello del proprio reparto. La visione delle attribuzioni diviene a 360 gradi. La conoscenza della materia, quindi, deve essere posta al primo posto, senza dimenticare che oltre alle incombenze esterne esiste la cosiddetta componente burocratica, che impegna soprattutto il Responsabile del Servizio nella redazione di determinazioni, ordinanze, notizie di reato, relazioni di infortunistica stradale, inserimento dati verbali, invio punti patente, relazioni ad altri Enti, tenuta di registri e così via.”

I dettagli, le problematiche affrontate, l’esperienza vissuta sul territorio hanno rappresentato il focus del secondo incontro, sottolineando l’importanza, in accordo con i partecipanti, di educare i bambini alla sicurezza stradale fin dall’elementari, di controllare i ragazzi che guidano dopo essere usciti dai pub ed aver assunto sostanze alcoliche, di prevenire incidenti con la presenza costante sul territorio.